COPENHAGEN

UN GRANDE NODO DELLA RETE URBANA EUROPEA MESSO IN RETE DAL SUO METRO LEGGERO AUTOMATICO

Il caso Copenhagen presenta uno straordinario interesse; è un nodo urbano paragonabile solo a Lione per la modernità dei programmi, fra le città europee di media dimensione.
Può essere un esempio rilevante anche per Bologna.
Copenhagen è una città di circa 600.000 abitanti nella municipalità urbana e circa 1.300.000 nell'area metropolitana, ed il governo della città sta programmando il suo nuovo ruolo di capitale dello spazio economico europeo, grazie ad un impegnativo programma integrato di sviluppo delle grandi infrastrutture.
Grazie alla sua nuova centralità è, quindi, una città destinata a svolgere un ruolo essenziale, come sede di attività terziarie pregiate e innovative, capaci di erogare servizi per tutta l'Europa del Nord.
Nella grande rete urbana europea Copenhagen entra con un ruolo primario, non solo come capitale della Danimarca, ma prima ancora per la sua Stazione dei Treni ad Alto Velocità, tra Francia, Paesi Bassi e Germania; per il nuovo grande ponte stradale e ferroviario sugli stretti, che ha reso immediato il rapporto con la Svezia (meno di 30' tra Copenhagen e Malmoe); per il ruolo crescente del suo Aeroporto internazionale e intercontinentale (in piena competizione con Francoforte).
In questo quadro il programma del nuovo metro leggero automatico punta a mettere in rete, nel sistema urbano e metropolitano, la maglia e i nodi delle grandi infrastrutture prima ricordate, le Stazioni ferroviarie, l'Aeroporto, il Ponte sugli stretti, il Centro Storico con il vecchio porto, ricco di valori culturali.
Quella del Metro di Copenhagen è una realizzazione tutta italiana: Astaldi per le opere civili, Ansaldo (Gruppo Finmeccanica) per il sistema di mobilità.
La rete metro (un metro leggero a guida automatica su ferro) prevede due linee: la prima già realizzata, in due fasi, tra Orrestad e Vanlose, traversando l'intera città storica; la seconda, che si sovrappone alla prima nell'area urbana centrale, e collegherà la città da Lergravsparken all'Aeroporto di Lufthavnen, servendo un ambito urbano di nuova urbanizzazione, caratterizzato per importanti programmi di attività terziarie innovative e di attività direzionali.
La linea 2 viene in gran parte sostenuta da risorse di urbanistica perequativa, fatte maturare attraverso la valorizzazione delle aree urbane di nuovo insediamento, servite dallo stesso metro.
In questo disegno la rete del metro di Copenhagen appare del tutto simile a quella prevista nel progetto originario del Metro Leggero Automatico di Bologna, in cui la linea 2 serviva a sostenere i grandi insediamenti universitari del Lazzaretto e del Navile.
Come a Copenhagen, anche a Bologna le due linee dalla Fiera e dall'Aeroporto, si sovrapponevano, raddoppiando le frequenze nell'area urbana centrale.
Il tracciato attuale del metro di Copenhagen (linea 1 più prima parte linea 2) ha uno sviluppo di 21,4 km, si estende per 9 km in sotterranea, per 2,4 km in superficie e per 10 km su viadotto, servendo 22 fermate, delle quali 9 sotterranee e 13 in viadotto.
Il sistema di trasporto del tutto innovativo, concepito da Ansaldo con una propria tecnologia di guida automatica, utilizza convogli che permettono una frequenza massima di 2 minuti nell'ora di punta.
I convogli (inizialmente 19 poi, a rete completa, 34) composti da 3 casse, sono lunghi 39 mt, larghi 2,65 mt e possono trasportare fino a 300 passeggeri, garantendo una capacità massima di trasporto per direzione di marcia di 12.000 passeggeri/ora.
I convogli, possono viaggiare ad una velocità massima di 80 km/ora, garantendo una velocità commerciale prossima ai 40 km/ora.
La sicurezza delle stazioni è garantita in tutte le fermate più centrali dalla presenza di porte di banchina.
Sono previste a regime molte centinaia di migliaia di passeggeri/giorno, secondo un programma di crescita graduale del servizio.
La linea 1 sta uscendo dalla fase di preesercizio e di esercizio iniziale, seguita direttamente, negli anni di avvio, dalla stessa Società Ansaldo.

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