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Verbale n. 6

Comitato dei Garanti per i referendum comunali

Oggi 12 aprile dell’anno 2007, alle ore 16,00 presso l’Ufficio del Direttore Generale del Comune di Bologna, si è riunito il Comitato dei Garanti per il referendum inerente "Il Metrò che vorrei".

Sono presenti i Signori:

Avv. Marcello Napoli, Presidente

Prof. Avv. Piergiovanni Alleva, componente

Prof.ssa Giovanna Endrici, componente

Prof. Avv. Antonio Carullo, componente

Prof. Avv. Roberto Nania, componente

Svolge le funzioni di segretaria verbalizzante l’Avv. Maria Pia Trevisani.

Il Comitato, conclusa la fase istruttoria, procede all’esame delle cause di preclusione allo svolgimento del referendum consultivo comunale, di cui all’art. 7, comma 2, dello Statuto.

A tale scopo, delibera all’unanimità:

- l’insussistenza delle preclusioni di cui alle lett. a) e b), non riguardando il referendum lo Statuto, il regolamento del Consiglio comunale e dei Consigli di Quartiere, né il bilancio preventivo e il conto consuntivo;

- l’insussistenza delle preclusioni di cui alle lett. c) e d), in quanto il referendum non riguarda l’istituzione, la modificazione o l’abrogazione di tributi e tariffe, né riguarda specificatamente provvedimenti inerenti all’assunzione di mutui o l’emissione di prestiti;

- l’insussistenza delle preclusioni di cui alle lett. e), f), g), h), del citato art. 7, comma 2, dello Statuto.

Il Comitato procede poi all’esame dei requisiti di ammissibilità, previsti dall’art. 7, comma 4, dello Statuto.

A tale scopo:

- delibera, a maggioranza, l’esistenza del requisito di cui alla lett. a), inerente all’esclusiva competenza locale, in quanto l’eventuale decisione in merito alla realizzazione del progetto "Il Metrò che vorrei", in alternativa alla metrotranvia, è di competenza dell’Amministrazione comunale. Inoltre, alla luce delle precisazioni avanzate dal Comitato promotore del referendum, la richiesta referendaria è limitata al solo tracciato che corre nel territorio del Comune di Bologna (vedi p. 3 della richiesta di referendum);

- delibera, a maggioranza, l’esistenza del requisito di cui alla lett. b), inerente all’esclusiva competenza del Consiglio comunale a deliberare, in quanto tale requisito - alla luce del combinato disposto degli artt. 7, comma 4, lett. b), Statuto e 10, comma 1, Regolamento sui diritti di partecipazione e informazione – va inteso come riferito non all’intero procedimento amministrativo inerente alla realizzazione della metrotranvia, ma alla sola fase di avvio del medesimo;

- delibera, a maggioranza, l’esistenza del requisito di cui alla lett. c), inerente all’attività deliberativa effettivamente in corso, in quanto la proposta attiene a progetti concernenti tratte successive alla prima, non definitivamente approvate e necessarie al completamento dell’opera;

- delibera, a maggioranza, la non sussistenza dei requisiti di congruità, univocità, chiarezza e coerenza logica, alla luce del combinato disposto degli artt. 7, comma 4, lett. d), Statuto e 10, comma 2, lett. b), Regolamento sui diritti di partecipazione e di informazione, in quanto il quesito prevede due alternative non comparabili, essendo l’una - progetto metrotranvia - in avanzato stato di attuazione e l’altra - progetto "Il Metrò che vorrei" - meramente ipotetica, non supportata da documentazione definibile almeno come progetto di massima. Inoltre il quesito è irrazionale in quanto, limitandosi a prevedere la sostituzione della metrotranvia con il progetto "Metrò che vorrei", non tiene conto del rapporto esistente tra il tracciato di quest’ultimo progetto e i tracciati di altri sistemi di trasporto pubblico. Invero, il progetto "Metrò che vorrei" è fondato sull’implicito presupposto di essere canale di mobilità esclusivo o comunque preponderante, perché richiede, per il suo equilibrio gestionale, un afflusso di viaggiatori molto alto, che verrebbe invece decurtato dagli altri sistemi in progetto o in fase di realizzazione, TPCV-Civis e People Mover; progetti che, a loro volta, non potrebbero essere razionalmente eliminati per far posto al progetto "Metro che vorrei". Si consideri, in proposito, che il "Metrò che vorrei" e il sistema denominato TPCV-Civis, lungo la medesima tratta S. Lazzaro – Stazione, verrebbero a correre parallelamente e, lungo la Via Irnerio, verrebbero addirittura a sovrapporsi. Inoltre, il TPGV- Civis è già in fase di esecuzione mediante contratto di appalto ed è quindi irretrattabile.

La medesima incoerenza riguarda la mancata considerazione del rapporto tra il tracciato del progetto "Il Metrò che vorrei" e quello del progetto denominato "People Mover", per cui si verrebbero a creare, in modo assurdo e irrazionale, due linee di trasporto rapido lungo la medesima tratta Aeroporto- Stazione. Inoltre, il People Mover è in fase di avanzata progettazione, essendo già stato concesso un contributo regionale di Meuro 25 ed essendo già stato sottoscritto un accordo tra Comune di Bologna e Regione Emilia Romagna, Provincia di Bologna e RFI relativamente agli impegni reciproci volti alla realizzazione dell’opera, ivi compresa l’integrazione del People Mover nel progetto della futura Nuova Stazione Ferroviaria di Bologna.

In definitiva non può dirsi chiaro ed univoco un quesito che non evidenzi agli elettori che "Il Metrò che vorrei" dovrebbe convivere con il People Mover ed il Civis, così consentendo loro congrue valutazioni in ordine alla sostenibilità gestionale ed alla verisimiglianza, in tali condizioni, di interventi economici privati. Il difetto di chiarezza si estende all’indeterminatezza dell’elemento riguardante il reperimento di risorse sul mercato privato e la costituzione di società strumentali non adeguatamente configurate.

A questo punto, il Comitato passa ad esaminare la possibilità di riformulazione del quesito, nel rispetto degli intendimenti del Comitato promotore del referendum, prevista dall’art. 11 comma 5, del Regolamento sui diritti di partecipazione e di informazione. Al riguardo delibera, a maggioranza di consensi, nel senso dell’impossibilità di procedere a tale riformulazione, in quanto, risulta oggettivamente impossibile superare, per via di riformulazione le ragioni di inammissibilità sopra evidenziate, che non possono essere evitate allontanandosi dalla volontà e dalla formulazione originaria dei proponenti fino a configurare, in realtà, un nuovo referendum. Tutto ciò risulta inammissibile in questa fase del procedimento, posto che si configurerebbe come un nuovo referendum.

Il Prof. Roberto Nania e il Prof. Antonio Carullo esprimono il proprio dissenso nei confronti delle determinazioni conclusive assunte dalla maggioranza del Comitato. Al riguardo, nel richiamarsi alle considerazioni già esposte nel corso dei lavori del Comitato e in particolare nel verbale n. 4 con riferimento alle ipotesi di riformulazione dei quesiti, osservano: a) che, nonostante taluni aspetti che si potrebbero riscontrare nella stesura letterale del quesito influenti in punto di chiarezza, risultano comunque chiari ed inequivoci gli intendimenti perseguiti dai promotori nell’avanzare una proposta alternativa per la mobilità della città di Bologna, sia sotto il profilo della modalità di finanziamento dell’opera e delle sue caratteristiche, sia sotto quello del tracciato che dovrebbe essere coperto dal servizio di metropolitana; b) che, conseguentemente, il Comitato – considerato il favore nei confronti della partecipazione popolare che sempre è alla base delle discipline in materia referendaria e segnatamente della normativa riguardante il referendum nel Comune di Bologna – sarebbe tenuto a procedere alla riformulazione dei quesiti, così come previsto dall’art. 11, comma 5, del Regolamento sui diritti di partecipazione e di informazione dei cittadini, anche prospettando diverse ipotesi di riformulazione.

Tutto ciò premesso, il Comitato dei Garanti, per le motivazioni sopra esposte, a maggioranza di consensi,

DECIDE

Di dichiarare inammissibile la richiesta di referendum consultivo, presentata dal Comitato promotore "Il Metrò che vorrei" in data 5 febbraio 2007.

Dispone di dare comunicazione immediata della presente decisione al Sindaco e al Comitato promotore, ai sensi dell’art. 12, comma 3, del Regolamento sui diritti di informazione e di partecipazione dei cittadini.

La riunione si conclude alle ore 18,00.

Il Presidente

F.TO Marcello Napoli

I componenti:

F.TO Piergiovanni Alleva

F.TO Antonio Carullo

F.TO Giovanna Endrici

F.TO Roberto Nania

Il verbalizzante

F.TO Maria Pia Trevisani

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