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COMUNICATO STAMPA

Bologna, 20 Novembre 2006

COMUNICATO STAMPA

La finanziaria potrà fermare ( fortunatamente ) la metrotramvia di Cofferati e Zamboni , ma non avrà alcuna conseguenza sul Metrò proposto dalla nostra Associazione .

E’ opportuno che vi siano freni alla spesa pubblica in infrastrutture , la cui arretratezza tecnologica le pone nella categoria degli sprechi piuttosto che in quella degli investimenti.

Il nostro modello economico finanziario utilizza una Società di Trasformazione Urbana aperta a Soci Istituzionali non pubblici , come ex Fondazioni bancarie , Camera di Commercio, e a privati, garantendo ai partecipanti al capitale  una rendita di mercato. I costi per l’infrastruttura civile vengono coperti  principalmente  tramite una leva finanziaria  che si apre al credito bancario ordinario dopo aver utilizzato quello Istituzionale della Cassa Depositi e Prestiti e congiuntamente  alla sottoscrizione di un sostegno obbligazionario a condizioni di mercato da parte dei Soci medesimi.

L’investimento incidente sul bilancio del Comune  è dunque risibile , nel nostro modello.

La restituzione del capitale e degli interessi viene garantita tramite  il pagamento di un canone da parte del concessionario/gestore .Il canone viene annualmente coperto tramite la riscossione dei biglietti  emessi in libertà tariffaria per garantire il bilanciamento del sistema nel tempo.

Con un biglietto di 1,35 euro medio per corsa l’opera si autofinanzia e si gestisce ( e parliamo di 37 Km di linee metropolitane vere ! ).

Questo è possibile se si utilizzano tecnologie di avanguardia  con assenza di guidatori per ridurre drasticamente i costi di gestione e velocità commerciale superiore ai 33 km /h per essere competitivi con l’auto  e attrarre tutti quei passeggeri che l’ATC ha perso negli ultimi venti anni , oltre ai pendolari della provincia.

Ci si può commuovere di fronte all’ultima ipotesi dell’assessore Zamboni di coinvolgimento dei privati nella metrotramvia : guida manuale e costi di gestione altissimi , velocità commerciale a 18 km /h e tariffe amministrate dal Comune ……………certo ci sarà la fila !

La fila invece certamente ci sarà davanti alle cabine elettorali, perché i Bolognesi non perderanno l’occasione per decidere il loro futuro di sviluppo e progresso al Referendum che stiamo promuovendo.

Una Bologna di podisti e ciclisti non ci appartiene ………….eccetto la domenica.

Giorgio Giatti

Presidente del Comitato dei Soci Fondatori

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