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Metrò: sì di An e forza Italia al referendum

da Il Resto del Carlino

ANCHE AN aderisce al referendum per il metrò.
ANCHE I FINIANI CONTRO LA METROTRANVIA DI COFFERATI

Dopo l'appoggio di Forza Italia, l'associazione Il metrò che vorrei incassa il si di un'altra forza politica.
«Ci consideriamo mobilitati», conferma Galeazzo Bignami, consigliere comunale di An. I finiani si schierano dunque con l'unico progetto alternativo alla metrotranvia di Cofferati.
Quello della giunta, peraltro, commenta Bignami, «non avendo un piano industriale ed economico, è per noi un non progetto». Mentre quello presentato dal Metrò che vorrei «è l'unico progetto al momento capace di coniugare la parte tecnica e realizzativa a quella economico finanziaria». Bignami ironizza poi sull'idea di metrotranvia di Cofferati, «non in grado di raccogliere neppure i consensi di tutta la maggioranza». Il finiano si chiede «se la sinistra voglia davvero realizzare l'opera, visto che l'ala radicale della coalizione, Prc, Verdi e Cantiere, non perde occasione per ribadire di non volerla sostenere).

Metrò, anche Forza Italia dice sì al referendum

FORZA ITALIA aderisce al referendum per la metropolitana lanciato dall'associazione Il metrò che vorrei.
E boccia i primi due anni e mezzo di mandato del sindaco Sergio Cofferati. «Il gruppo e il partito invitano tutti ad aderire all'iniziativa del referendum - afferma Daniele Carella, capogruppo in Comune di FI - perché si tratta di un tema importante e decisivo per il futuro di tutti i bolognesi».
La presa di posizione di FI rende ancora più trasversale il consenso sul referendum.
«L'altro giorno hanno aderìto 38 consiglieri di Quartiere, e il segretario dei Radicali, Monica Mischiatti», afferma Daniele Corticelli, presidente del Metrò che vorrei. Che ricorda anche il sostegno di altre personalità «non certo vicine al centrodestra», come Marco Minella, segretario generale della Camst, l'economista Stefano Zamagni ed Enzo Boschi, presidente dell'istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia.
«L'adesione di FI non vuole dare alcuna connotazione politica all' iniziativa conferma Paolo Foschini, vicepresidente del consiglio comunale ma sostenere un progetto che va incontro alle attese dei cittadini, osteggiato da una chiusura ideologica dell'amministrazione Cofferati».
IN TEMA DI amministrazione, gli azzurri non salvano nulla dei primi trenta mesi di governo Cofferati. Il consigliere Aldo Zechini D'Aulerio definisce la città «paralizzata, grigia e pericolosa», giudica l'abolizione dell'assessorato alla Sicurezza «l'errore più grave del sindaco» e auspica «un vero coordinamento fra vigili urbani e forze di polizia nel contrasto del degrado e della criminalità».
Lorenzo Tomassini parla dì «Bologna malata, e non è una febbriciattola». Attacca quindi il sindaco e la vicesindaco, Adriana Scaramuzzino, per la «gestione fallimentare» delle politiche sull'immigrazione. «Una vera e propria emergenza che si è deciso di non volere governare, assumendosi gravissime responsabilità» di fronte ai bolognesi.
SPARA A ZERO sulla giunta anche Fabio Garagnani, deputato azzurro. «Cofferati è estraneo alla città - afferma - e con una politica lassista nei confronti degli extracomunitari non offre una difesa adeguata della nostra storia, tradizione e cultura rispetto all'immigrazione islamica». E proprio da Bologna, annuncia Garagnani, partirà «una sfida alle giunte di sinistra, cui prenderanno parte i leader nazionali del partito».
Carella parla di «poche idee ma confuse» da parte del sindaco. Il quadro «è sconfortante: L'unica cosa che va visibilmente avanti è il cantiere della sede decentrata del Comune (voluto da Guazzaloca; ndr) di via Fioravanti, l'unica cosa che non sono riusciti a bloccare. Sono bravi solo ad aumentare multe e telecamere». Mentre la maggioranza che sostiene Cofferati è «di lotta e di governo e manifesta contro se stessa e gli assessori si smentiscono l'uno con l'altro. E la città arretra».

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