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Mercoledì 28 3 2007, IL RESTO DEL CARLINO

ALL'AEROPORTO

Business center: firma vicina

Alberghi e uffici nell 'ex cava del gruppo Maccaferri

E' QUASI fatto l'accordo per il nuovo business center dell'aeroporto. Comune e Provincia contano «di chiudere entro aprile», conferma Giacomo Venturi, numero due di Palazzo Malvezzi. Si tratta di un'opera dal costo stimato di circa 8O9O milioni di euro, da realizzare su 11 ettari nell'area della buca di Berleta, ex cava di ghiaia di proprietà di Cave Reno (gruppo Maccaferri) adiacente all'aeroporto. Su quantità destinazione e modalità attuative dell'intervento «e in corso una valutazione di merito», avverte Venturi. Da quanto si sa, il business center che sarà realizzato alla base dell'ampia cava, profonda una ventina di metri dovrebbe comprendere due alberghi (di medio e alto livello), uffici, locali per congressi, negozi e parcheggi. Nella società che investirà sull'operazione, la netta maggioranza sara in mano al colosso olandese Abn-Amro, che gestisce l'aeroporto di Schiphol, Amsterdam. Una quota del 1O-2O% sarà di Sab, società che gestisce il 'Marconi'. Il gruppo Maccaferri entrerà nella società almeno come proprietario dei terreni. Ed è ragionevole pensare che possa intervenire nella costruzione del complesso con la controllata Adanti spa, specializzata in opere pubbliche e private. La localizzazione del business center nell'ex cava deve ottener il via libera della Regione. Sull'area esiste un vincolo, «che pensiamo si possa superare dice Venturi per realizzare una struttura strategica per il territorio». Che metterà a disposizione dell'aeroporto «una serie di importanti servizi complementari, valore aggiunto per il 'Marconi'».

IL CENTRO AFFARI si troverà a fianco del tracciato del people mover, la monorotaia che collegherà stazione e aeroporto, con una terza fermata al nuovo polo universitario del Lazzaretto. Fra le ipotesi sul tavolo caldeggiata dai costruttori, che premono sul Comune per ché la monorotaivenga realizzata al più presto c'e anche quella di una quarta fermata, a raso, che serva il business center, finanziata dalla società che realizzerà l'opera. Ipotesi con non poche difficoltà tecniche, secondo alcuni. Mentre secondo Venturi «dalle prime verifiche sarebbe più utile pensare a un collegamento con tapis roulant fra l'aeroporto e il nuovo complesso »

DANIELE Corticelli, presidente dell'associazione Il Metrò che vorrei, continua intanto a definire «incomprensibile l'ostinazione» con cui il Comune e i costruttori difendono il people mover. Ai duri commenti dell' assessore comunale Maurizio Zamboni e di Marco Buriani, presidente del Collegio costruttori, replica «con le cifre e i rilievi del Piano finanziario elaborato per il Comune dagli esperti della Kpmg». Secondo cui se i 2,4 milioni di passeggeri totali l'anno (tra tariffa piena e ridotta) ipotizzati dal Comune calano solo del 36%, «si va incontro al default». L'opera «non sta in piedi», dice Corticelli E la Kpmg avverte che serviranno «centinaia di migliaia di euro l'anno di soldi pubblici per pareggiare i conti». Altri scenari, con minore calo di passeggeri, sono sostenibili, «ma con redditività minime per chi investe». In ogni caso, afferma Corticelli, «le stime di passeggeri per il people mover fatte dal Comune sono stratosferiche, irreali, se confrontate con l'attuale utilizzo dell'Aerobus per l'aeroporto». I rischi dell'operazione «sono dunque altissimi, ed è incredibile quindi che alla gestione si candidi Atc, mettendo a iischio soldi pubblici».

Luca Orsi
Marco Tavasani

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