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Giovedì 08 12 2005, LA REPUBBLICA

UN METRO diverso da quella della giunta Cofferati, «veloce, a basso costo, a scarso impatto ambientale, che permetta di tornare all'idea di “Bologna capitale”». Queste le parole d'ordine della neonata associazione «Il metrò che vorrei», presentata ieri a Bologna, che vede tra i soci fondatori Daniele Corticelli, consigliere comunale de «La Tua Bologna», Giorgio Giatti, presidente della «Termal» e l'ingegnere Giovanni Crocioni, il progettista del metrò della giunta Guazzaloca. Obiettivo dichiarato è risolvere il problema della mobilità e dello smog con «la soluzione migliore per Bologna», ovvero con una «rete metropolitana completa» spiega Corticelli. Il progetto di metrò dell'associazione ha un costo stimato intorno ai 1.600 milioni e prevede «65 stazioni, per raggiungere tutti punti cruciali della città».

Problemi intanto, per il metrò di Cofferati. E’ il ricorso presentato da Nissa, proprietaria di un terreno su cui l'azienda petrolifera Api aveva in progetto di realizzare una stazione di servizio lungo via Marco Emilio Lepido, a Borgo Panigale. Ma proprio lì, nei piani del Comune, deve passare la linea 1 della metrotramvia e devono sorgere nuovi parcheggi pubblici connessi all'infrastruttura.

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