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Mercoledì 18 7 2007 IL RESTO DEL CARLINO

MARCELLO NAPOLI AVEVA AFFOSSATO IL REFERENDUM DEL 'METRO' CHE VORREI'

Il presidente dei Garanti si dimette

«Abbandonato dai colleghi»

«Sono stato scaricato dai colleghi»

Referendum: Napoli si sfoga dopo le dimissioni dai Comitato dei garanti

MARCELLO Napoli getta la spugna: Si è dimesso dal Comitato dei Garanti. Il segretario e direttore generale di Palazzo d'Accursio lo ha comunicato ieri al presidente del Consiglio comunale, Gianni Sofri. Ha lasciato sotto i colpi «del linciaggio mediatico con cadenza quotidiana - afferma - di cuisono stato vittima mediante ogni mezzo di comunicazione», scatenato dalla vicenda sul referendum chiesto dal 'Metrò che vorrei'. L'associazione presieduta dal guazzalochiano Daniele Corticelli - che vuole siano i cittadini a scegliere tra il progetto di metrò della giunta o tra quello dell'associazione - ha più volte sollevato dubbi sulla figura di Napoli come garante, in quanto «non può il direttore generale del Comune esprimere un giudizio imparziale sul quesito referendario in una situazione dove la controparte è il Comune». E proprio per questo Corticelli aveva chiesto di sollevare dall'incarico di garante Marcello Napoli in vista delle decisioni che il comitato dovrà prendere sul secondo quesito referendario presentato dall'associazione il 20 giugno, dopo che il primo era stato bocciato.

«LA SCELTA di dimettermi - racconta Napoli - l'avevo lungamente meditata, ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l'ultima riunione del comitato, nel corso della quale gli altri quattri componenti, a fronte della richiesta di ricusazione presentata dal Metro che vorrei, hanno deciso di non decidere, rifugiandosi nel più sicuro approdo di demandare il tutto al Consiglio comunale, avallando la richiesta dei promotori del referendum». Insomma, si è sentito scaricato dai colleghi: Piergiovanni Alleva, Roberto Nania, Giovanna Endrici e Antonio Carullo. Napoli, poi, spiega che è stata una lettera nella quale il sindaco Sergio Cofferati gli consigliava le dimissioni a indurlo «a prendere la decisione». Infine sottolinea la totale compatibilità dei ruoli in Comune con la presenza tra i garanti: «Ho sempre improntato il mio comportamento a criteri di imparzialità e correttezza istituzionale». Cofferati sottolinea «la stima per il lavoro svolto da Napoli», esprimen do solidarietà «per gli attacchi violenti che da tempo» vengono rivolti alla sua persona.

ESULTA Daniele Corticelli : «La posizione del presidente-segretario-direttore era diventata insostenibile. La ricusazione era una istanza sacrosanta che semplicemente chiedeva la ricusazione di un giudice che era legato in maniera evidente a una delle due due parti in causa. Le dimissioni - sottolinea il consigliere comunale - ripristinano il livello minimo di quel rispetto delle regole che non era più possibile calpestare. Sono la prova della fondatezza di quanto abbiamo sostenuto: non poteva esserci serenità e imparzialità di giudizio e quel collegio non era un collegio di garanzia».

Matteo Naccari

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