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Mercoledì 18 7 2007, IL DOMANI

Le polemiche per il no al referendum sul metrò

Garanti, Napoli lascia

Marcello Napoli, segretario e direttore generale del Comune, ha lasciato ieri il comitato dei garanti per il referendum di Palazzo D'Accursio. Nei mesi scorsi era stato al centro di aspre polemiche mosse da Daniele Corticelli, consigliere comunale de La tua Bologna e presidente dell'associazione "Il metrò che vorrei". Dopo aver presentato il referendum contro il metrò della giunta Cofferati, promuovendo un tracciato alternativo, Corticeffi si era visto bocciare la possibilità di chiamare i bolognesi ad esprimere un voto sui due sistemi dì trasporto. Tre dei cinque garanti, infatti , avevano bocciato il quesito, Napoli - presidente del collegio - incluso. Pioggia di critiche del centrodestra sul segretario generale.
Che ieri, anche su consiglio del sindaco Cofferati, ha abbandonato il collegio con una dura lettera nella quale denuncia il clima di accesa polemica nei suoi confronti.

Era al centro delle polemiche del Polo dopo il "no " al referendum sul metrò

Garanti L'addio di Napoli Il direttore del Comune accoglie il "suggerimento" di Cofferati

Cristiano Zecchi

Da abile avvocato aveva trasformato l'arringa difensiva in un castello accusatorio. Poi, dopo tre mesi, ha alzato bandiera bianca su suggerimento di Sergio Cofferati. Una retromarcia inaspettata per Marcello Napoli, segretario e direttore generale del Comune, che ha lasciato ieri il comitato dei garanti per il referendum di Palazzo D'Accursio. Nei mesi scorsi era stato al centro di aspre polemiche mosse da Daniele Corticelli, consigliere comunale de La tua Bologna e presidente dell'associazione "Il metrò che vorrei". Dopo ave ripresentato il referendum contro il metrò della giunta Cofferati, promuovendo un tracciato alternativo, Corticelli si era visto bocciare la possibilità di chiamare i bolognesi ad esprimere un voto sui due sistemi di trasporto. Tre dei cinque garanti infatti avevano bocciato il quesito referendario, Napoli - presidente del collegio - incluso . Pioggia di critiche del centrodestra su Napoli costretto il 18 aprile scorso ad una conferenza stampa per spiegare il motivo della bocciatura.
Ieri, come un fulmine a ciel sereno, la lettera al presidente del consiglio comunale per dare l'addio al collegio dei garanti. «Alla base della mia decisione c'è stato il linciaggio mediatico, con cadenza quotidiana, di cui sono stato vittima mediante ogni mezzo di comunicazione», spiega Napoli riferendosi proprio alla vicenda del referendum "Il metrò che vorrei" . «La reazione smodata e scomposta che ha fatto seguito all'esito negativo della richiesta referendaria - prosegue il direttore di Palazzo D'Accursio - mediante l'attacco denigratorio e offensivo alla mia persona, gravemente lesivo della mia dignità umana e professionale, in particolare tramite il sito di una nota associazione». Tra l'altro il centrodestra ha portato al Tar tutta la documentazione per ricusare Napoli dalla carica di presidente del collegio dei garanti per incompatibilità con il ruolo di direttore generale, nonostante lo stesso Tribunale (con ordinanza dei 25 maggio 2007) non abbia adottato alcuna decisione al riguardo confermando implicitamente la compatibilità tra le due cariche. «La mia decisione è mossa anche dall'amarezza per l'esito dell'ultima riunione del comitato nel corso della quale gli altri quattro componenti, a fronte della richiesta avanzata dai promotori del referendum Il metro che vorrei di ricusazione, hanno deciso di "non décidere", rifugiandosi nel più sicuro e comodo approdo di "demandare al consiglio comunale ogni decisione" - dice Napoli - avallando quindi implicitamente la illegittima richiesta dei promotori». Assicurando il consiglio Comunale di aver svolto il proprio ruoIo in maniera imparziale il direttore di Palazzo D'Accursio ha tuttavia constatato che la situazione che si è venuta a creare è molto difficile: «E messo in dubbio il proseguimento della mia attività all'interno del comitato dei garanti, con il rischio concreto di mancanza di efficienza nello svolgimento dell'attività amministrativa, svolta nell'interesse primario delle istituzioni e dei cittadini».
L'ipotesi di valutare le dimissioni era stata suggerita dal sindaco che nei giorni scorsi ha espresso for malmente la sua personale solidarietà a Napoli «per gli attacchi violenti che ormai da diversi mesi vengono rivolti alla sua persona», attacchi «gravi, infondati e lesivi per il ruolo e la funzione che lei svolge», confermando la «stima e l'apprezzamento» per il lavoro nell'ambito del comitato, e ribadendo che «non è in discussione la compatibilità a ricoprire» questa carica anche nella veste di direttore generale. «Non ho ovviamente alcun potere di decisione relativamente al suo ruolo, essendo lei stato nominato dal consiglio comunale - si legge nella lettera inviata dal sindaco a Napoli - né intendo esercitare alcuna pressione nei suoi riguardi, tuttavia desidero suggerirle di valutare l'opportunità di rassegnare le dimissioni dall'incarico di componente del comitato suddetto, essendo importante per lei, oltre che per l'intera amministrazione comunale, che siano garantite le condizioni per lo svolgimento della sua delicata funzione con la necessaria serenità, al di fuori da ogni possibile strumentalizzazione politica futura». E Gianni Sofri, presidente del consiglio comunale ha espresso solidarietà a Napoli, poi ha comunicato la notizia delle dimissioni ad Antonio Carullo, attuale presidente del comitato dei garanti: «Nei prossimi giorni, gli organi a ciò preposti del consiglio comunale provvederanno ad attivare tutte le procedure necessarie per la sostituzione dell'avvocato Napoli nel comitato stesso» , chiosa Sofri.

IL CONSIGLIO Cofferati: «Desidero suggerirle di valutare l'opportunità di rassegnare le dimissioni dall'incarico di componente del comitato».

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