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Giovedì 15 5 2008, IL RESTO DEL CARLINO


Nessuna offerta per il People mover

Va deserta l'asta comunale per la navetta stazione-aeroporto. Zamboni: «Difficile coinvolgere i privati»

IL PEOPLE mover fa flop. E' andata deserta la gara per la costruzione e la gestione della navetta sopraelevata fra l'aeroporto e la stazione. Un'opera dal costo stimato di 90 milioni di euro, di cui 27 della Regione. Il termine per la presentazione delle offerte è scaduto ieri. Ma degli undici raggruppamenti di imprese che erano stati preelezionati dal Comune, nessuno si è fatto avanti per chiedere di realizzare l'opera.

E ora l'avversario numero uno del People mover, Daniele le Corticelli ('Bologna capitale'), che da sempre aveva denunciato la «non sostenibilità economico-finanziaria» dell'opera, chiede la testa di Maurizio Zamboni, l'assessore comunale ai Lavori pubblici. «Si dimetta - consiglia Corticelli -. Prenda atto dell'insuccesso politico e si faccia da parte. E si apra una stagione in cui sia possibile un confronto sulle infrastrutture non più ideologico, ma serio nel merito e nei contenuti».

Zamboni, invece, rilancia. Il Comune «non intende rassegnarsi». Valutati i parametri del bando che dovranno essere gioco forza modificati, indirà «nel più breve tempo possibile» una nuova gara, «anche per offrire agli imprenditori bolognesi la possibilità di dimostrare la loro capacità di impegnarsi nei rischi di impresa».

E PROPRIO con i privati (imprese e banche) se la prende Zamboni. Dopo avere ammesso anche le colpe dell'amministrazione pubblica. La realizzazione di opere pubbliche con l'investimento (e quindi il rischio) da parte dei privati «non riesce a decollare», ammette Zamboni. E' evidente, spiega, che il coinvogimento di capitali privati «è un'operazione mai semplice. Perché porta sia l'amministrazione sia le imprese a interrogarsi sui rischi. E credo che ad oggi né la pubblica amministrazione né il mondo delle imprese si sono attrezzati a lavorare in una logica di ripartizione dei rischi. Delle banche poi non parliamo. Sul fronte bancario è lo zero assoluto».

BEN diverso il punto di vista dei costruttori. Marco Buriani, presidente del Colleggio costruttori, ha fatto una verifica a caldo con uno dei gruppi in campo, AccionaGhella-Bombardier. «Hanno fatto studi approfonditi sulla gara - spiega - ed è emerso che non c'erano le condizioni, che i rischi erano superiori ai benefici. Ciò non significa, però, che l'opera sia irrealizzabile».

Anche se «la partita ora è tutta in salita».

Daniele Carella, capogruppo di FIPdl in Comune, non è stupito dal fallimento della gara, «perché questa giunta non conosce le regole del mercato, non sa parlare alle imprese, e continua a sbagliare bandi uno dopo l'altro».

E ora, di fronte a questa bocciatura, Carella chiede alla Regione «di spiegare perché era pronta a mettere 27 milioni di euro in un progetto che non sta in piedi. Quali competenze ci sono in viale Aldo Moro e in Comune?»

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