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Giovedì 15 5 2008, IL CORRIERE DELLA SERA

Il people mover al palo Deserta la gara d'appalto

Zamboni contro banche e imprese: non accettanno i rischi

Da mesi c'è chi sostiene che costo del biglietto e domanda di trasporto non coprirebbero le spese

Brutto colpo per il Comune di Bologna e per chi vuole dotare la città di moderne infrastrutture: la gara d'appalto per la costruzione e la gestione del people mover va deserta e così la monorotaria per collegare velocemente la stazione e l'aeroporto rischia di rimanere solo un sogno. Ieri infatti scadeva il termine per la presentazione delle offerte, ma degli undici raggruppamenti di imprese che erano stati preselezionati dal Comune di Bologna, nessuno si è fatto avanti per realizzare l'opera. II contraccolpo per l'amministrazione è ancora più forte se si pensa che proprio il people mover (l'idea venne all'ex premier Romano Prodi) era l'unica infrastruttura pensata ex novo dalla giunta Cofferati. Le voci si erano rincorse per tutta la giornata e nel tardo pomeriggio di ieri a dare la notizia del bando andato deserto è stato l'assessore comunale alla Mobilità Maurizio Zamboni. Dopo un colloquio con Cofferati, ha incontrato i cronisti a Palazzo d'Accursio. «Non ci è stata presentata alcuna offerta - ha detto l'assessore - e adesso ci prenderemo una pausa di riflessione per capire le motivazioni che hanno portato a questa situazione. Ma riteniamo che l'esito di questa gara, non sia la chiusura di un discorso, ma una tappa per arrivare alla realizzazione di questo progetto che noi vogliamo rilanciare a partire da domani mattina».

L'assessore Zamboni non entra nei dettagli tecnici ma è lecito immaginare che il comune di Bologna procederà ad un nuovo bando. «Rimaniamo dell'idea che si debba coinvolgere il capitale privato nella realizzazione di questa infrastruttura - ha aggiunto l'assessore - e vogliamo che si realizzi nel più breve tempo possibile. Anche per offrire alla classe imprenditoriale la possibilità di dimostrare la capacità di impegnarsi nei rischi d'impresa e di dare il proprio contributo e di non interessarsi solo alle gare a prezzo chiuso con rischi inesistenti».

E ai cronisti che gli chiedevano se il Comune ritenga che ci sia una responsabilità specifica della classe imprenditoriale bolognese Zamboni ha risposto: «Voglio affrontare questo tema in modo molto laico. Penso che per realizzare le opere con il project financing occorre che amministrazione, imprese e banche accettino di sostenere una parte dei rischi. Ad oggi, né la pubblica amministrazione, né le imprese sono attrezzate tecnicamente e mentalmente a sostenere i rischi. Non parliamo poi delle banche che su questo punto sono completamente a zero».

II progetto del people-mover aveva un costo di poco superiore ai 100 milioni di euro (27 milioni erano stati messi dalla Regione e 3 dall'aeroporto), mentre il Comune di Bologna aveva fatto in casa il progetto preliminare

Nei prossimi giorni le associazioni di categoria vedranno i tecnici di Palazzo d'Accursio e reso disponibili le aree. In questi mesi (il bando era stato presentato ad ottobre 2007) molti avevano sostenuto che l'intero progetto non era economicamente sostenibile e cioè che il costo del biglietto del people-mover e la previsione della domanda di trasporto non avrebbero coperto i costi. A guidare questo fronte era soprattutto il leader dell'associazione «Bologna capitale», Daniele Corticelli che ieri ha chiesto le dimissioni dell'assessore Zamboni. Nei mesi scorsi uscirono indiscrezioni sui soggetti che avevano espresso una manifestazione d'interesse per il people-mover: si parlava di una cordata tra le Adanti, il consorzio cooperative costruzione, l'AnsaIdo e di un'altra costituita dalla spagnola Acciona, dall'italiana Ghella e dalla Bombardier. La sensazione è che, una volta smaltita la delusione per lo stop, il Comune abbia le possibilità di ripartire sul serio. «C'è stato un interesse vero per questa operazione - ha detto ieri Zamboni - e addirittura alcuni raggruppamenti avevano chiesto una proroga dei tempi». A quanto si apprende nei prossimi giorni dovrebbero esserci alcuni incontri a Palazzo d'Accursio tra le associazioni di categoria e i tecnici di Palazzo d'Accursio.

Olivio Romanini

 

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